20) Reich. Il fascismo come espressione della struttura
caratteriale umana media.
Il rapporto tra struttura psichica e struttura politica e sociale
costituisce un tema centrale nella riflessione di W.Reich (1897-
1957) ; egli individua nel fascismo l'espressione politicamente
organizzata della struttura caratteriale umana media in quanto
costituisce l'atteggiamento fondamentale dell'uomo
autoritariamente represso dalla civilt delle macchine..

W. Reich, La psicologia di massa del fascismo, Prefazione alla
terzo edizione del 1932 ( pagine 264-265).
Da quando la primitiva organizzazione democratico-lavorativa 
definitivamente tramontata, il nucleo biologico non ha pi trovato
un'espressione sul piano sociale. Ci che  a naturale ed
elevato nell'uomo, ci che lo lega al suo cosmo, ha trovato
soltanto nell'arte, soprattutto nella musica e nella pittura,
un'autentica espressione. Ma finora non ha esercitato alcuna
sostanziale influenza sulla formazione della societ umana, se per
societ si intende non la cultura di un ristretto gruppo di
persone ricche appartenenti alla classe dominante, ma la comunit
di tutti gli uomini.
Negli ideali etici e sociali del liberalismo si possono
riconoscere i tratti dello strato caratteriale superficiale,
caratterizzato dall'autocontrollo e dalla tolleranza. Questo
liberalismo accentua la propria etica al fine di soffocare il
mostro nell'uomo, il secondo strato delle pulsioni secondarie,
l'inconscio di Freud. La naturale socialit del terzo e pi
profondo strato, dello strato in cui ha sede il nucleo biologico
dell'uomo,  sconosciuta al liberale. Egli deplora e combatte il
pervertimento caratteriale umano con norme etiche, ma le
catastrofi del ventesimo secolo hanno insegnato che non ha
combinato gran che.
Tutto ci che  veramente rivoluzionario, qualsiasi arte e scienza
autentiche, nasce dal nucleo biologico naturale dell'uomo. N il
vero rivoluzionario n l'artista o lo scienziato finora sono
riusciti a conquistare le masse e a guidarle, e semmai vi sono
riusciti, non sono stati capaci di tenerle in modo duraturo nel
campo degli interessi vitali.
Le cose stanno diversamente, rispetto al liberalismo e alla vera
rivoluzione, per quanto riguarda il fascismo. Sostanzialmente il
fascismo non rappresenta n lo strato superficiale n quello pi
profondo, ma il secondo strato caratteriale intermedio delle
pulsioni secondarie.
Nel periodo in cui ero occupato con la prima stesura di questo
libro, il fascismo veniva generalmente considerato un partito
politico che come altri raggruppamenti sociali esprimeva in
modo organizzato un'idea politica. Di conseguenza il partito
fascista introduceva il fascismo o con la forza o con "manovre
politiche".
Contrariamente a tutto ci, le mie esperienze mediche fatte con
molte persone appartenenti ai pi disparati strati sociali, razze,
nazioni, religioni eccetera mi avevano insegnato che il fascismo
non  altro che l'espressione politicamente organizzata della
struttura, caratteriale umana media, di una struttura che non 
vincolata n a determinate razze o nazioni n a determinati
partiti, ma che  generale ed internazionale. Secondo il
significato caratteriale il fascismo  l'atteggiamento
emozionale fondamentale dell'uomo autoritariamente represso dalla
civilt delle macchine e dalla sua concezione meccanicistico-
mistica della vita.
Il carattere meccanicistico-mistico degli uomini del nostro tempo
crea i partiti fascisti e non viceversa.
Ancor oggi, in seguito a un errato pensiero politico, il fascismo
viene considerato una specifica caratteristica nazionale dei
tedeschi o dei giapponesi. Da questa prima concezione sbagliata
conseguono tutte le altre interpretazioni erronee.
Il fascismo  stato e continuer ad essere considerato, a danno
degli autentici sforzi per raggiungere la libert, la dittatura di
una piccola cricca reazionaria. L'ostinazione con cui si continua
a sostenere questo errore  da attribuire alla paura di rendersi
conto di come stanno veramente le cose: il fascismo  un fenomeno
internazionale che corrode tutti i gruppi della societ umana di
tutte le nazioni. Questa conclusione trova la sua conferma negli
avvenimenti internazionali degli ultimi quindici anni.
Le mie esperienze analitico-caratteriali mi convinsero invece che
oggi non esiste assolutamente nessuno che non porti in s gli
elementi del modo di pensare e sentire fascista. Il fascismo come
movimento politico si differenzia da altri partiti reazionari per
il fatto che viene sostenuto e diffuso dalle masse umane.
Mi rendo perfettamente conto dell'enorme responsabilit che deriva
da simili affermazioni. Augurerei, nell'interesse del nostro mondo
tormentato, che le masse lavoratrici si rendessero conto con
altrettanta chiarezza della loro responsabilit per quanto
riguarda il fascismo.
Bisogna distinguere rigorosamente fra normale militarismo e
fascismo. La Germania guglielmina era militarista, ma non
fascista.
Poich il fascismo si manifesta sempre e ovunque come un movimento
sorretto dalle masse umane, tradisce tutti i tratti e tutte le
contraddizioni della struttura caratteriale delle masse umane: non
, come si crede generalmente, un movimento puramente reazionario,
ma costituisce un amalgama tra emozioni ribelli e idee sociali
reazionarie.
Se per rivoluzione si intende la ribellione razionale contro
condizioni insopportabili nella societ umana, la volont
razionale di andare a fondo a tutte le cose (radicale -
radix - radice) e di migliorarle, allora il fascismo non  mai
rivoluzionario. Non vi  dubbio che esso pu fare la sua comparsa
ammantato di sentimenti rivoluzionari. Ma non si chiamer
rivoluzionario quel medico che combatte con sfrenate imprecazioni
una malattia, ma al contrario quello che con calma,
coraggiosamente e coscienziosamente, cerca e combatte le cause
della malattia. La ribellione fascista nasce sempre laddove una
emozione rivoluzionaria viene trasformata in illusione per paura
della verit.
Il fascismo, nella sua forma pi pura,  la somma di tutte le
reazioni irrazionali del carattere umano medio. Il sociologo
ottuso, a cui manca il coraggio di riconoscere il ruolo
predominante della irrazionalit nella storia dell'umanit,
considera la teoria fascista della razza soltanto un interesse
imperialistico, per dirla con parole pi blande, un pregiudizio.
Lo stesso dicasi per il politico irresponsabile e retorico.
L'intensit e la vasta diffusione di questi pregiudizi razziali
sono la prova che essi affondano le loro radici nella parte
irrazionale del carattere umano. La teoria della razza non  una
creazione del fascismo. Al contrario: il fascismo  una creazione
dell'odio razziale e la sua espressione politicamente organizzata.
Di conseguenza esiste un fascismo tedesco, italiano, spagnolo,
anglosassone, ebreo ed arabo. L'ideologia razziale  una tipica
espressione caratteriale biopatica dell'uomo orgasticamente
impotente.
Il carattere sadico-pervertito dell'ideologia razziale tradisce la
sua natura anche nel suo atteggiamento di fronte alla religione.
Si dice che il fascismo sarebbe un ritorno al paganesimo e il
nemico mortale della religione. Ben lungi da ci, il fascismo 
l'estrema espressione del misticismo religioso. Come tale si
manifesta sotto una particolare forma sociale. Il fascismo
appoggia quella religiosit che nasce dal pervertimento sessuale,
e trasforma il carattere masochista della religione della
sofferenza dell'antico patriarcato in una religione sadica. Di
conseguenza traspone la religione dall'aldil della filosofia
della sofferenza nell'aldiqua dell'omicidio sadico.
La mentalit fascista  la mentalit dell'uomo della strada
mediocre, soggiogato, smanioso di sottomettersi ad un'autorit e
allo stesso tempo ribelle. Non  casuale che tutti i dittatori
fascisti escano dalla sfera sociale del piccolo uomo della strada
reazionario. Il grande industriale e il militarista feudale
approfittano di questa circostanza sociale per i propri scopi,
dopo che questi si sono sviluppati nell'ambito della generale
repressione vitale. La civilt meccanicistica ed autoritaria
raccoglie, sotto la forma di fascismo, solo dal piccolo borghese
represso ci che da secoli ha seminato, come mistica mentalit del
caporale di giornata e automatismo fra le masse degli uomini
mediocri e repressi. Questo piccolo borghese ha copiato fin troppo
bene il comportamento del grande e lo riproduce in modo deformato
e ingigantito. Il fascista  il sergente del gigantesco esercito
della nostra civilt profondamente malata e altamente
industrializzata. Non si pu far vedere impunemente all'uomo
comune il grande tam tam dell'alta politica: il piccolo sergente
ha superato il generale imperialista in tutto: nella musica di
marcia, nel passo dell'oca, nel comandare e nell'obbedire, nella
mortale paura di dover pensare, nella diplomazia, nella strategia
e nella tattica, nelle divise e nelle parate, nelle decorazioni e
nelle medaglie. Un uomo come l'imperatore Guglielmo si rivel in
tutte queste cose un miserabile dilettante rispetto a Hitler
figlio di un funzionario e morto di fame. Quando un generale
proletario si copre il petto da ambo le parti con medaglie, e
perch no, dalla gola fino all'ombelico, dimostra cos al piccolo
uomo comune che non intende essere da meno del vero e grande
generale.
Solo dopo aver studiato a fondo e per anni il carattere del
piccolo uomo comune represso, e le cose come si svolgono realmente
dietro le quinte,  possibile comprendere su quali forze poggia il
fascismo.
Nella ribellione delle masse di animali umani maltrattati contro
le insignificanti cortesie del falso liberalismo (non intendo il
vero liberalismo e la vera tolleranza) apparve lo strato
caratteriale delle pulsioni secondarie.
Non  possibile rendere inoffensivo l'energumeno fascista se lo si
cerca, a seconda della congiuntura politica, soltanto nel tedesco
o nell'italiano e non anche nell'americano o nel cinese; se non lo
si rintraccia nel proprio essere; se non si conoscono le
istituzioni sociali che lo covano ogni giorno.
Si pu battere il fascismo soltanto se lo si affronta
obiettivamente e praticamente con una approfondita conoscenza dei
processi vitali. Nessuno  capace di imitarlo in fatto di manovre
politiche, abilit nel destreggiarsi nei rapporti diplomatici, e
organizzazione delle parate. Ma non sa rispondere a questioni
vitali pratiche, perch vede tutto nell'immagine riflessa
dell'ideologia e sotto forma della divisa dello stato.
Quando un carattere fascista di qualsiasi colorazione si mette a
predicare l'onore della nazione (anzich l'onore dell'uomo) o a
la salvezza della sacra famiglia e della razza (anzich la
comunit dell'umanit che lavora); quando monta in superbia e
quando dalla sua bocca non escono che slogans, allora gli si
chieda pubblicamente, e con la massima calma e semplicit:
Che cosa fai praticamente per dar da mangiare alla nazione senza
assassinare altre nazioni? Che cosa fai come medico contro le
malattie croniche, che cosa fai come educatore per favorire la
gioia di vivere dei bambini, che cosa fai come economista contro
la miseria, che cosa fai come assistente sociale contro il
logoramento delle madri con tanti figli, che cosa fai come
costruttore per sviluppare l'igiene delle abitazioni? Ora, cerca
di non parlare a vanvera e cerca di dare una risposta concreta e
pratica, altrimenti tieni chiuso il becco!.
Da ci consegue che il fascismo internazionale non potr mai
essere battuto con manovre politiche. Soccomber alla naturale
organizzazione del lavoro, dell'amore e del sapere su scala
internazionale.
Il lavoro, l'amore e il sapere della nostra societ non hanno
ancora il potere di determinare l'esistenza umana. Pi ancora,
queste grandi forze del principio vitale positivo non sono
consapevoli della loro immensit, della loro insostituibilit e
della loro determinante importanza per l'esistenza sociale. Per
questo motivo la societ umana si trova oggi, un anno dopo la
vittoria militare sui partiti fascisti, ancora pi vicina all'orlo
dell'abisso. Il crollo della nostra civilt sar inarrestabile se
i responsabili del lavoro, gli scienziati di tutte le
ramificazioni vitali (e non mortali) e i donatori e i beneficiari
dell'amore naturale tarderanno a rendersi conto della loro
gigantesca responsabilit.
Ci che  vivo pu esistere senza il fascismo, ma il fascismo non
pu vivere senza ci che  vivo. Il fascismo  il vampiro
avvinghiato al corpo dei viventi che sfoga i suoi impulsi omicidi
quando l'amore si ridesta in primavera invocando la naturale
realizzazione.
La libert umana e sociale, l'autogoverno della nostra vita e
della vita dei nostri discendenti si realizzer in modo pacifico o
violento?. Nessuno  in grado di dare una risposta a questa
angosciosa domanda.
Ma chi conosce le funzioni vitali nell'animale, nel neonato, nel
lavoratore dedito alla propria attivit, sia che si tratti di un
meccanico, di un ricercatore o di un artista, cessa di pensare
servendosi di concetti che sono stati creati dalle malefatte dei
partiti. Ci che  vivo non pu prendere il potere con la
violenza perch non saprebbe che farsene del potere. Forse questa
conclusione significa che la vita sar per sempre vittima e
martire del gangsterismo politico e che il politicante continuer
a succhiare per sempre il suo sangue? Questa conclusione sarebbe
errata.
In quanto medico il mio compito  quello di guarire le malattie.
In quanto ricercatore devo svelare processi naturali sconosciuti.
Se mi si presentasse un cialtrone politico per costringermi ad
abbandonare i miei malati e il mio microscopio, non mi farei
disturbare, ma lo butterei fuori dalla porta, qualora non se ne
andasse di sua spontanea volont. Il fatto di dover ricorrere alla
violenza per difendere il mio lavoro e i miei studi sulla vita
umana dagli intrusi non dipende da me o dal mio lavoro, ma dal
grado di impudenza dell'intruso. Proviamo a immaginare ora che
tutti quelli che svolgono una attivit che investe la vita umana
riconoscano in tempo utile il cialtrone politico. Non agirebbero
diversamente. Forse questo esempio semplificato pu dare una
risposta parziale alla domanda sul modo con cui prima o poi dovr
essere difesa la vita contro gli intrusi e i distruttori.
W. Reich, Psicologia di massa del fascismo, Mondadori, Milano,
1967, pagine 10-14.
